(Admin, vedete voi se accorparlo al precedente report)
Dai aggiungo qualche foto pure io a questa prima parte di TR
Ecco i miei due compagni di viaggio in posa fieri davani al nostro mezzo di trasporto

angolo stretto

Visione dal mio lato

Ecco dove sono seduto


Mentre in cabina ci si prepara per il rullaggio per HP alfa


Stacchiamo le ruote da terra, e riesco a vedere il terminal e il piazzale, con la città in secondo piano


Si vede anche uno dei due BV pronto per andare a Manchester

La visibilità permette di vedere la catena del Cimone, ben innevata

L'uscita è verso Ferrara, viriamo quindi a sx verso la pianura

In decollo il mezzo spinge parecchio, saliamo a 4500ft/min
Naturalmente i dispositivi di bordo non mancano, e ci tengono aggiornati sulla posizione


Il Po con il suo delta

Sorvoliamo Verona, e ben presto siamo sulle Alpi


Uhm...l'ortografia lascia un pò a desiderare

Jordy in posa

E' il mio turno in jumpseat, chiacchiere molto piacevoli più o meno tecniche con l'equipaggio, e qualche foto


L'avionica del mezzo è notevole, qui una foto con tutte le spie accese (apposta, naturalmente)

Per la cronaca: in crociera 130 nodi di vento frontale (roba mai vista) turbolenza a FL310, per cui saliamo fino a FL360, poi, per ballare ancora meno e per testare le prestazioni sù fino a FL400
Molte scie, ci passa sotto anche un 747, scorgiamo la lontano CDG e qualche aereo in avvicinamento, poi finalmente raggiungiamo la Manica
La bianche scogliere di Dover, chi non le ha mai sentite nominare?


Sotto di noi uno strato di nubi

Cominciamo l'avvicinamento a Chester, sotto di noi la verde campagna inglese

Ci cambiano la pista, quindi giriamo attorno all'aeroporto, per poi atterrare
L'airbus ha qui parecchi capannoni (si occupano del rivestimento dei serbatoi nelle ali)

Per la gioia di Donabol c'è anche un capannone che all'entrata riporta "A380 Skin mill".
Non so di cosa si tratta, ma a naso direi che si tratta del rivestimento esterno del bestione.
Da qui in poi foto calorosamente vietate. L'hangar della manutenzione è notevole, aerei paercheggiati paralleli e con attorno una schiera di tecnici a lavorarci.
Veniamo scortati da due dipendenti, uno in cima e uno in fondo alla coda, che ci controllano; come confermato dal nostro capitano (che non è la prima volta che viene a Chester) il terrorismo e lo spionaggio industriale sono temutissimi dagli inglesi, da qui il motivo del divieto di foto.
Ci è concesso un unico strappo alla regola, veniamo avvertiti dall'addetto che ci accoglie che "se sentite un rombo molto forte è il beluga che si avvicina, potete fotografarlo, ma solamente uscendo in giardino un attimo, e poi rientrando subito".
Il giardino fuori è il tipico prato all'inglese, popolato da leprotti scattanti.
Purtroppo il beluga non si vede, e noi corriamo in stazione verso Londra, ma questo è un altro report.
